Il Ritratto di Dorian Gray (Oscar Wilde)

Il Ritratto di Dorian Gray

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Questo romanzo ci mostra come una persona può a poco a poco cadere vittima del male che si nasconde dentro di lui. Wilde “ritrae”, attraverso la sua opera, la società inglese a metà del diciottesimo secolo, in questo periodo le persone appartenenti alla “Victorian society”  mostrano una doppia personalità, una  in società e una diversa nel privato, in cui ci si lascia andare a tutto ciò che in questo tempo viene considerato immorale.

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Questa  appena descritta è proprio la vita di Dorian Gray, giovane, bello e ricco, che a causa dell’influenza di un uomo più grande di lui, che lo “inizia” a una vita edonistica, si lascia andare all’immoralità e al crimine, senza mai far apparire questo lato di lui grazie ad un dipinto molto particolare. Questo romanzo è senza tempo, può benissimo rappresentare persone di diverse epoche, di conseguenza attira molto i lettori, che si appassionano a Wilde e non riescono a staccarsi dal libro. Se volete una lettura che vi appassioni  e volete capire meglio la società vittoriana “Il ritratto di Dorian Gray” è quello che fa per voi.

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Wilde nacque a Dublino nel 1854

da una famiglia ricca e fin da ragazzo spiccò per la sua intelligenza.

Dal 1871 studiò al Trinity College di Dublino e si laureò a Oxford, con il massimo dei voti. Dal 1879 visse a Londra, ma viaggiò spesso. Nel 1888 Wilde pubblicò un libro di fiabe,” Il principe felice” e altri racconti; nel 1891 “Il ritratto di Dorian Gray” che ottenne un grande successo.

I critici più noti censuarono l’autore, che invano cercò di difendere l’opera. Sul finire del 1891 Wilde fu a Parigi, dove scrisse in francese il dramma Salomé. Dal 1892 compose diversi lavori teatrali, fra cui L’importanza di chiamarsi Ernesto. Nel 1895 Wilde ebbe una relazione con il giovane Lord Alfred Douglas Queensberry. Dopo aver ricevuto un biglietto d’insulti del padre del ragazzo, Wilde lo denunciò per diffamazione, il processo gli si ritorse contro: lo scrittore fu condannato a due anni di carcere. In prigione scrisse “De Profundis”, in forma di lunga lettera indirizzata ad Alfred.

Scarcerato nel 1897, andò in esilio in Francia. Sul finire dell’anno, partì per un viaggio in Italia con il giovane Lord. Gravemente ammalato, morì a Parigi, a 46 anni, nel 1900. Wilde conduce una vita da esteta, viene infatti definito come “dandy”.

 

 

G.V.

 

 

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